martedì 12 agosto 2008

Un PD "popolare"



In alcune recenti interviste, in particolare citiamo quella a Panorama del 1 agosto e quella al Messaggero del 9 agosto, Enrico Letta ha posto l'accento sulla necessità che il PD recuperi il suo slancio "popolare", andando oltre i recinti tradizionali.


Che non possono essere, ribadisce più volte Enrico Letta, quelli di recuperare un'alleanza con Rifondazione Comunista. Lo spazio di dialogo "a sinistra" è stato chiuso da RC con il suo recente congresso: la piattaforma politica su cui Ferrero lo ha vinto chiude esplicitamente, per volontà e scelta di RC, gli spazi di collaborazione con il PD.
Posizioni analoghe sono state espresse da altri leader del PD. Segnaliamo l'intervista a D'Alema di Piero Sansonetti su Liberazione del 30 luglio, che si presenta con un titolo significativo SINISTRA RADICALE, ADDIO SENZA RANCORE.
Un tema da approfondire.

Leggi l'intervista ad Enrico Letta su Panorama

Leggi l'intervista ad Enrico Letta sul Messaggero

Leggi l'intervista a Massimo D'Alema su Liberazione

lunedì 16 giugno 2008

Grande presenza sabato 14 giugno all’inaugurazione dell’Associazione 360 del Circondario Imolese con l’On. Enrico Letta.

E’ nata ufficialmente ad Imola, in una Sala delle Stagioni piena di pubblico, l’Associazione 360 del Circondario Imolese alla presenza dell’On. Enrico Letta, membro dell’esecutivo del Partito Democratico.

La locale Associazione 360 del Circondario Imolese – già presente a livello nazionale (http://www.associazione360.it/) - è stata ufficialmente presentata sabato 14 Giugno alle 16.30, presso la Sala delle Stagioni ad Imola con una partecipazione numerosa di cittadini oltre ad alcune autorità locali quali gli Assessori del Comune di Imola: Visani, Bondi e Galavotti, il Sindaco di Castel San Pietro Zacchiroli, l'Ass.re di Castel San Pietro Sermasi, l'Ass.re di Mordano Andalò, il Consigliere Regionale Bosi, il Capogruppo del PD in Provincia Zaniboni, i Consiglieri Comunali Barelli, Mazzanti e Cavina. Hanno poi fatto giungere il loro saluto, impossibilitati a partecipare, il Sindaco di Imola Manca, la Consigliera Provinciale Pariani e il Segretario del PD del Circondario Imolese, Castellari.

A fare gli onori di casa uno dei Vice Presidenti, Pierangelo Raffini, - l’altro è Paolo Franceschi – che ha introdotto l’evento passando poi la parola prima alla Presidente dell’Associazione imolese, Cristina Baldazzi e poi all’On. Enrico Letta.
“L’Associazione nasce dall’incontro di persone che si sono riconosciute nello stesso percorso in occasione delle primarie e hanno deciso di continuare a lavorare assieme uniti in un comune impegno politico” ha evidenziato la stessa Baldazzi ”per allargarsi ad una realtà più ampia e contribuire così alla costruzione collettiva del Partito Democratico in un progetto politico e culturale condiviso ed allargato anche a chi non è iscritto al PD, nello spirito di quanto contenuto nello stesso statuto del PD (art. 30) che favorisce proprio il movimento associativo quale strumento di coinvolgimento più ampio.”

A vedere la sala, piena di gente anche in piedi, sembra che il messaggio colpisca appieno il desiderio dei cittadini comuni. La Baldazzi ha poi ricordato che “l’Associazione è veramente del Circondario Imolese in quanto la prima cinquantina di soci provengono da tutti i Comuni del Circondario e vuole essere aperta e ramificata sul territorio utilizzando anche la Rete e i Blog come strumenti per comunicare e coinvolgere pure i giovani”, infine ha concluso ribadendo che “ci sentiamo a pieno titolo parte del PD all’interno del quale operiamo per costruire e unire, non dividere”.

E’ stata poi la volta dell’On.Enrico Letta che spiegando l’idea di fondo di 360 – non ci si è voluti cristallizzare nel risultato delle primarie, ma si è desiderato fornire uno strumento per dare risposte innanzi tutto agli oltre 3 milioni di persone che, rientrando anche dall’estero, hanno voluto partecipare alle primarie del PD – vede fin dalla nascita la partecipazione di persone con esperienze e appartenenze politiche differenti, citando a titolo di esempio il Presidente dell’Associazione a livello nazionale che è Umberto Ranieri (proveniente dai DS). 360 intende aiutare, tramite un progetto di formazione politica, chi non fa politica “per mestiere”, aiutarli in un percorso per metterli in grado, se eletti in cariche amministrative locali, regionali o nazionali, di gestire efficacemente ed eticamente la “cosa pubblica”. Lo stesso Letta ha ribadito che 360 intende promuovere iniziative e formazione politiche per “unire e aggregare” anche ch non fa politica in modo permanente, lo stesso nome 360 sta a significare che ci si vuole”mescolare” e non aderire alle logiche delle vecchie appartenenze, 360 vuole aprire e tenere aperte le porte, non chiuderle. Ha ricordato poi che il 27 e 28 giugno a Piacenza si ritroveranno tutte le associazioni di 360 per un grande “Festival delle Idee” in cui sono già previsti due macro-temi: il nord – sono stati invitati tutti gli autori che hanno pubblicato ultimamente libri che affrontano questo tema – e l’autorità della politica, il tutto nel segno della concretezza che vuole contraddistinguere 360. Al termine sono state numerose le domande incentrate soprattutto sulla necessità che il PD sia un luogo di condivisione delle idee e delle scelte.

360 Circondario Imolese sta definendo per l’autunno il suo programma di incontri e confronti che verteranno principalmente su disagio giovanile, immigrazione, sicurezza sul lavoro, collegamento tra scuola e imprese e l’ambiente rapportandosi sulle differenti realtà locali e confrontandosi con le rispettive amministrazioni.

Per informazioni e adesioni all’associazione, si può entrare in contatto attraverso l’indirizzo Email: 360imola@associazione360.it

giovedì 12 giugno 2008

Enrico Letta ad Imola per la presentazione di 360 Circondario Imolese


Sarà l’On. Enrico Letta, membro dell’Esecutivo Nazionale del PD , a tenere a battesimo l’Associazione 360 del Circondario Imolese.
Questa nuova Associazione, che verrà presentata ai cittadini del nostro circondario nel corso dell’iniziativa pubblica che si svolgerà sabato 14 giugno alle ore 16,30 c/o la Sala delle Stagioni ad Imola rappresenta del resto il link nel nostro territorio di “360”, Associazione che già è presente a livello nazionale (http://www.associazione360.it/) e che è nata da una proposta dello stesso Enrico Letta e di molti amici, uomini e donne impegnati nell’attività politica, nelle istituzioni a livello centrale e locale, uomini e donne del mondo dell’associazionismo ed intellettuali.
360 si propone di essere, anche nel nostro territorio, luogo di approfondimento, discussione e confronto sulle tematiche sociali e politiche emergenti, sui problemi che stanno realmente a cuore ai cittadini, alle realtà associative, al mondo delle professioni e del lavoro.
L’idea di un' Associazione 360 locale nasce da un gruppo di persone, molte delle quali mai coinvolte direttamente nel mondo della politica, che hanno voluto dare un seguito ad un’esperienza nata dalle primarie del Partito Democratico quando decisero di aderire alla lista di Enrico Letta. Un’esperienza giudicata molto positiva e incentivante che, a seguito della proposizione di 360 da parte dello stesso Letta, si è concretizzata nella costituzione dell’Associazione a livello locale con una presenza già numerosa di persone provenienti da tutti i Comuni del Circondario Imolese. La Presidente di 360 C.I., Cristina Baldazzi, ha affermato “E’ una sfida difficile, ma interessante quella che ci attende perché intendiamo essere molto presenti sul nostro territorio, non solo con iniziative, ma anche attraverso una comunicazione puntuale e costruttiva sui temi più importanti per il nostro Territorio” e ancora “l’adesione e le attestazioni di interesse ricevute da numerosissime persone della cosiddetta società civile ci hanno confermato che c’è spazio per chi è intenzionato a riportare la Politica tra i cittadini”.
Tutti i cittadini sono invitati.

domenica 16 marzo 2008

In ricordo di Aldo Moro



Trent'anni fa, il 16 marzo del 1978, a Roma, in via Fani, le BR rapivano Aldo Moro, dopo aver trucidato gli uomini della sua scorta. Lo ricordiamo con una sua riflessione sul significato dell'impegno politico.
“Certo alimentare di azioni un invisibile corso di storia è un atto di coraggio. Ma appunto la nostra fede non è una chiara visione di contorni reali e definiti, ma una profonda tensione dello spirito che sa vedere con altro sguardo che non sia l’umano. Una fede autentica apre vie nuove e profonde, dà vita a una storia che non è comparabile con la vicenda di ogni giorno, ha risorse di fiducia e di speranza che non si esauriscono per un fallimento e sorpassano di gran lunga ogni concreto prodotto della sempre deficiente azione dell’uomo.”
( Aldo Moro, “Presenza Spirituale”, 1946)

sabato 15 marzo 2008


Si è spenta, all'età di 88 anni, Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei "Focolari" e unanimamente riconosciuta come una delle più grandi personaltà del nostro tempo.

La ricordiamo con le parole scritte da Walter Veltroni sul Corriere della Sera di sabato 15 marzo.


venerdì 7 marzo 2008

La nuova frontiera del PD e i suoi candidati di frontiera

Molto si è discusso di Liste. Dal sito dell'Associazione 360 (vedi il link a lato), un bel intervento di Francesco Sanna, candidato per il PD in Sardegna.

Walter Veltroni ha voluto imporre un forte anticipo alla preparazione delle liste per le elezioni politiche del 13 aprile. Il Partito Democratico affronta la sua prima sfida, la sua “nuova frontiera”. Un programma molto chiaro; scelte di coraggiosa discontinuità e non l’estenuata mediazione del 2006; promesse - vincendo - da mantenere subito.

Molti deputati e senatori sono stati sostituiti e con tutta probabilità verrà raggiunto l’obiettivo di raddoppiare in un colpo solo la presenza delle donne parlamentari, rispetto ai numeri di DS e Margherita nella legislatura che ci lasciamo alle spalle.

Alcune candidature di rottura e di immagine (giovani, donne, imprenditori, operai, militari) concentrano l’attenzione sul PD e cercano di soddisfare - seppur con qualche contraddizione - la voglia di “novità a prescindere” degli italiani stanchi e delusi di una politica debole e in grande crisi di credibilità.

Purtroppo, sia il mai sufficientemente maledetto Porcellum, sia la mancata effettuazione delle primarie hanno consentito troppa mano libera nel trapiantare e paracadutare qua e là candidati che non solo niente hanno a che fare con le regioni che li eleggeranno coattivamente, e nemmeno sono personalità di rilievo nazionale. Vedo anche, in alcuni casi, una applicazione arrogante e volgare di uno schema maggioranza/minoranza che mortifica il pluralismo interno (uno dei principi fondamentali dello Statuto PD), garantisce fortune politiche immeritate e peggiora, anziché innalzarla, la qualità delle liste e del Parlamento.

Monica Guerzoni sul Corriere della Sera di oggi, mi ha chiesto un’opinione sulle candidature. Le ho detto che per capire di più sulla novità del Partito Democratico al di là dei fuochi d’artificio sulle teste di lista e i paracadutati, di indagare invece sui molti candidati di confine: quelli che vengono eletti solo se si prende un voto in più del PDL nella loro regione (come ad esempio in Sardegna capita a me, con la candidatura al Senato), o se si vincono le elezioni in campo nazionale (come capita a Guido Melis e ad altri alla Camera). Semplicemente, siamo in molti a credere nel progetto.

Così, mi capita di spiegare alle persone che si dicono deluse delle liste PD della Sardegna, anche perché si aspettavano posizioni più “sicure” per i candidati nuovi, che in tali condizioni essere a presidio di questa frontiera mi onora molto.

Anzi, per dirla tutta, in questo modo ho l’impressione che a fare un parlamentare non sia la volontà di una cerchia ristretta di dirigenti politici, ma il consenso di cittadini decisivi. Voti pesanti e determinanti, strappati alla voglia di starsene a casa: quelli che fanno la differenza tra vincere e perdere.
Un anticipo della battaglia per la conferma del cambiamento in Sardegna, nelle elezioni regionali dell’anno prossimo.

E dunque, dopo una più che doverosa critica, ricacciamo delusioni e depressioni.

Io accetto la sfida, accetto la candidatura, e spero di fare insieme a molti una bella campagna per vincere le elezioni.

Francesco Sanna

lunedì 3 marzo 2008

Politica italiana: vino nuovo in otri nuovi



"La fine della rigida contrapposizione tra centro-destra e centro-sinistra consentirà ai cattolici di compiere finalmente una scelta serena".


Questa la sintesi esrema dell'analisi che Padre Bartolomeo Sorge fa nell'editoriale pubblicato sul numero di marzo di Aggiornamenti Sociali.


Padre Sorge individua la novità delle prossime elezioni nel Pd e nella 'Rosa bianca'.


"Data la vicinanza culturale, etica e programmatica dei due nuovi soggetti politici con la tradizione del cattolicesimo democratico", secondo Sorge, "i cattolici il 13 aprile potranno scegliere tra due realizzazioni diverse, ma entrambe coerenti, della intuizione di don Sturzo, il quale pensò sempre a un'area popolare e democratica, aperta a tutti i 'liberi e forti', credenti e non credenti".


Per il direttore di Aggiornamenti Sociali, tra i due nuovi partiti ci sono peraltro "numerosi punti di contatto per cultura politica e programma".


"I due soggetti politici sono tra loro certamente molto diversi, ma entrambi, senza alcuna nostalgia per il vecchio centro, pensano piuttosto a un nuovo soggetto politico riformista, chiaramente distinto sia da quello di destra del PdL, sia da quello della 'sinistra radicale' ".


"E' prevedibile che l'esordio dei due nuovi soggetti politici produrrà un effetto liberatorio per molti elettori cattolici, finora obbligati a scegliere tra l'astensione e lo schierarsi, senza convinzione e spesso con disagio, a destra o a sinistra".


Profondamente negativo, invece, il giudizio che Padre Sorge esprime nei confronti del PdL : "Risulta strumentale e un po' patetico il tentativo della vecchia CdL che, per rincorrere il Pd, prova a rimettere insieme i cocci e a rifarsi il trucco".


In una intervista su Famiglia Cistiana, Sorge evidenzia però come questi tratti di novità di PD e Rosa bianca siano stati in parte temperati dalle ultime scelte di Veltroni e Pezzotta sulle alleanze elettorali.


Leggi l'intero editoriale su Aggiornamenti Sociali di marzo, e l'intervista su Famiglia Cristiana

lunedì 25 febbraio 2008

"Passaggio a Nord", politica fiscale e campagna elettorale

Una delle chiavi di volta per il successo della campagna elettorale del PD è rappresentata dalla capacità di convincere, con argomenti chiari, concreti e credibili, il mondo della P.M.I. così fortemente radicata soprattutto nel Nord - Est del paese.
Una interessate analisi di questa "sfida" è stata fatta da Alberto Statera, in un suo recente articolo .
Veltroni, poco tempo per il "passaggio a nord".

Walter Veltroni ce la sta mettendo tutta, ma aprire il "Passaggio a Nord" al Partito Democratico appare un'impresa altamente acrobatica che sarebbe un miracolo compiere nell'arco delle poche settimane che ci separano dal voto di aprile. L' "allenamento" veltroniano risale almeno all'ottobre scorso, quando nell'intervento di investitura a segretario, con accenti sinceri e padronanza della scena, pose la maggiore enfasi sulla necessità di «affrontare la questione settentrionale puntando l'accento su quella sensazione di distacco che il Nord legittimamente sente» e di «riallineare i tempi della politica con quelli delle imprese, che ci chiedono servizi efficienti, un fisco amico, infrastrutture adeguate e sicurezza». Belle parole, ma adesso si tratta di affrontare anzitempo l'ultimo miglio, il più duro.
Basterà per percorrerlo a tempo di record mettere in lista qualche imprenditore, come il presidente confindustriale vicentino Massimo Calearo o chi per lui, promettere al popolo delle partite Iva la non retroattività degli studi di settore, la non reiterazione dei controlli e l'innalzamento del forfettone? O il bastione lombardoveneto è ormai non solo inespugnabile, ma anche non scalfibile?
Il blocco dei produttori rappresentato da Lega e Forza Italia, il forzaleghismo riunito nel Popolo delle libertà ha il 40% con una fidelizzazione ben cementata ormai da tre lustri nel Nordest, nelle province pedemontane della Lombardia, a Milano, fino alla Liguria occidentale. E allora perché gli elettori di questa dorsale «tra l'originale e la brutta copia» non dovrebbero continuare, soprattutto dopo le prove del governo Prodi, a scegliere «l'usato sicuro»? si chiede Marco Alfieri in un pamphlet in uscita per Marsilio col titolo «Nord terra ostile Perché la sinistra non vince». Il teorema di Alfieri sembra basarsi sulla convinzione che il Pd cerca di smantellare il suo centenario castello culturale appropriandosi di concetti tradizionalmente di destra, come la sicurezza, l'ordine, il merito, la responsabilità individuale, la tolleranza fiscale, la riduzione del welfare, oltre che sulla "riabilitazione" di Berlusconi.
Il tutto risucchiato «dentro un nuovo plebiscitarismo veltroniano», portatore di un «nordismo immaginario» che il "brand" Veltroni, pur col suo fascino parzialmente innovatore, non è sufficiente a rendere reale.
Che la sinistra sia stata incapace di interpretare e di rappresentare il Nord del "Quarto capitalismo", dove è ormai minoranza culturale, antropologica oltre che politica, è un fatto. Il passaggio dal fordismo al capitalismo diffuso non è stato colto per tempo. Non si trattava soltanto di un modo nuovo di produrre, dal grande al piccolo, dal pubblico al microprivato, ma un cambiamento della società nel suo complesso, delle classi come venivano intese, con il 58% dei nuovi imprenditori titolari di imprese con meno di dieci dipendenti che hanno cominciato facendo gli operai. Ma per chi nelle ultime settimane abbia battuto le province del Lombardoveneto e assistito alle assemblee delle ex tute blu diventate imprenditori è altrettanto evidente che il clima è assai meno graniticamente bulgaro rispetto a come lo descrive Alfieri. L'appeal del forzaleghismo è piuttosto appannato, il fanatismo filoberlusconiano esploso a Vicenza quasi due anni fa appare oggi come un episodio lontano, l'immagine stessa del leader carismatico cattura meno, come se sul suo volto e sui vecchi slogan ossessivamente ripetuti si fosse posato uno strato di polvere.
Intendiamoci, il forzaleghismo al Nord vincerà ancora, non certo di misura, anche se molti lo voteranno turandosi il naso, mentre il Partito Democratico dovrà ancora farne di rivoluzioni copernicane per diventare credibile. Per ora, Veltroni è atteso all'ultimo, scabroso miglio di aprile verso il "Passaggio a Nord".