Una delle chiavi di volta per il successo della campagna elettorale del PD è rappresentata dalla capacità di convincere, con argomenti chiari, concreti e credibili, il mondo della P.M.I. così fortemente radicata soprattutto nel Nord - Est del paese.
Una interessate analisi di questa "sfida" è stata fatta da Alberto Statera, in un suo recente articolo .
Veltroni, poco tempo per il "passaggio a nord".
Walter Veltroni ce la sta mettendo tutta, ma aprire il "Passaggio a Nord" al Partito Democratico appare un'impresa altamente acrobatica che sarebbe un miracolo compiere nell'arco delle poche settimane che ci separano dal voto di aprile. L' "allenamento" veltroniano risale almeno all'ottobre scorso, quando nell'intervento di investitura a segretario, con accenti sinceri e padronanza della scena, pose la maggiore enfasi sulla necessità di «affrontare la questione settentrionale puntando l'accento su quella sensazione di distacco che il Nord legittimamente sente» e di «riallineare i tempi della politica con quelli delle imprese, che ci chiedono servizi efficienti, un fisco amico, infrastrutture adeguate e sicurezza». Belle parole, ma adesso si tratta di affrontare anzitempo l'ultimo miglio, il più duro.
Basterà per percorrerlo a tempo di record mettere in lista qualche imprenditore, come il presidente confindustriale vicentino Massimo Calearo o chi per lui, promettere al popolo delle partite Iva la non retroattività degli studi di settore, la non reiterazione dei controlli e l'innalzamento del forfettone? O il bastione lombardoveneto è ormai non solo inespugnabile, ma anche non scalfibile?
Il blocco dei produttori rappresentato da Lega e Forza Italia, il forzaleghismo riunito nel Popolo delle libertà ha il 40% con una fidelizzazione ben cementata ormai da tre lustri nel Nordest, nelle province pedemontane della Lombardia, a Milano, fino alla Liguria occidentale. E allora perché gli elettori di questa dorsale «tra l'originale e la brutta copia» non dovrebbero continuare, soprattutto dopo le prove del governo Prodi, a scegliere «l'usato sicuro»? si chiede Marco Alfieri in un pamphlet in uscita per Marsilio col titolo «Nord terra ostile Perché la sinistra non vince». Il teorema di Alfieri sembra basarsi sulla convinzione che il Pd cerca di smantellare il suo centenario castello culturale appropriandosi di concetti tradizionalmente di destra, come la sicurezza, l'ordine, il merito, la responsabilità individuale, la tolleranza fiscale, la riduzione del welfare, oltre che sulla "riabilitazione" di Berlusconi.
Il tutto risucchiato «dentro un nuovo plebiscitarismo veltroniano», portatore di un «nordismo immaginario» che il "brand" Veltroni, pur col suo fascino parzialmente innovatore, non è sufficiente a rendere reale.
Che la sinistra sia stata incapace di interpretare e di rappresentare il Nord del "Quarto capitalismo", dove è ormai minoranza culturale, antropologica oltre che politica, è un fatto. Il passaggio dal fordismo al capitalismo diffuso non è stato colto per tempo. Non si trattava soltanto di un modo nuovo di produrre, dal grande al piccolo, dal pubblico al microprivato, ma un cambiamento della società nel suo complesso, delle classi come venivano intese, con il 58% dei nuovi imprenditori titolari di imprese con meno di dieci dipendenti che hanno cominciato facendo gli operai. Ma per chi nelle ultime settimane abbia battuto le province del Lombardoveneto e assistito alle assemblee delle ex tute blu diventate imprenditori è altrettanto evidente che il clima è assai meno graniticamente bulgaro rispetto a come lo descrive Alfieri. L'appeal del forzaleghismo è piuttosto appannato, il fanatismo filoberlusconiano esploso a Vicenza quasi due anni fa appare oggi come un episodio lontano, l'immagine stessa del leader carismatico cattura meno, come se sul suo volto e sui vecchi slogan ossessivamente ripetuti si fosse posato uno strato di polvere.
Intendiamoci, il forzaleghismo al Nord vincerà ancora, non certo di misura, anche se molti lo voteranno turandosi il naso, mentre il Partito Democratico dovrà ancora farne di rivoluzioni copernicane per diventare credibile. Per ora, Veltroni è atteso all'ultimo, scabroso miglio di aprile verso il "Passaggio a Nord".